"Re Spirone"

Siamo un gruppo di genitori particolarmente vicini alla problematica allergica ed asmatica Da una serie di iniziative, esperienze, colloqui, momenti di confronto è nata l'idea di fondare un'organizzazione di volontariato...
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Acari

apr 19, 2011 05:37 pm
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Principali misure  di prevenzione ambientale per ridurre l’esposizione agli acari della polvere


Gli acari sono una delle principali cause di allergia respiratoria.

Si tratta di animaletti microscopici di circa duecento micron di dimensione che si  trovano praticamente in tutta la casa, nella polvere, nei materassi, cuscini, coperte, divani, tappeti, tende .

Si nutrono prevalentemente di  residui di cute umana squamata .

Il loro ciclo vitale dura in media  otto settimane  durante il quale emettono circa duemila particelle fecali responsabili del corteo sintomatico ben noto. Durante la propria vita una femmina depone dalle sessanta alle cento uova. Il periodo di massima concentrazione ambientale e’ rappresentato dalle stagioni autunnale ed invernale .

Per contrastare la colonizzazione degli ambienti da parte degli acari dobbiamo considerare vari fattori, ognuno dei quali e’ indispensabile alla loro sopravvivenza. Le componenti più importanti sulle quali possiamo agire sono: la temperatura ambientale, l’umidità relativa, e ovviamente la presenza di nutrimento. Possiamo inoltre attuare interventi efficaci attraverso l’utilizzo di mezzi di barriera  e l’accurata rimozione della polvere.

Una temperatura compresa tra i 21 ed i 27°C, ed un’umidità relativa superiore al 55% rappresentano le condizioni ideali di crescita. Bisogna quindi mantenere la temperatura nelle stanze al di sotto dei 20°C e l’umidità relativa  intorno  al 50% . Una buona aerazione dei locali o l’utilizzo di deumidificatori aiutano a mantenere il livello di umidità nei valori accettabili. Evitare gli appartamenti nei piani interrati o all’ultimo piano in quanto più umidi. Utilizzare ventole aspiranti  dotate di filtro che deve essere pulito ogni due mesi negli ambienti più umidi tipo bagno e cucina.

Stabilito che nessun materasso o cuscino può essere considerato completamente anallergico, assumono fondamentale importanza i mezzi di barriera quali il copricuscino ed il coprimaterasso antiacaro . Fondamentale  per l’efficacia di tali presidi è il diametro dei pori che può variare dai 6 ai 10 micron, impedendo così il passaggio degli acari pur permettendo una corretta traspirazione.

Coprimaterasso e copricuscino vanno lavati ogni due mesi ad alte temperature (almeno 60°) altrimenti gli acari non muoiono .

Le coperte le lenzuola e le federe dovranno essere sottoposte al medesimo trattamento una volta al mese le prime, e settimanalmente le ultime.

Tappeti e carta da parati vanno eliminati dalle stanze. la moquette, insieme ai materassi e divani imbottiti, è la sede principale di accumulo degli acari, va quindi eliminata e sostituita con pavimenti più facilmente lavabili quali legno,linoleum,marmo ecc. Eliminare tendaggi pesanti, sostituendoli con leggere tende a vetro.

Scegliere mobili semplici, facilmente pulibili tutti i giorni, che non trattengano la polvere. Evitare se possibile divani e poltrone imbottiti e preferire tessuti anallergici, impermeabili e facilmente lavabili .

Ridurre al minimo il numero di peluches e giochi in stoffa ed in ogni caso lavarli ad alta temperatura oppure a freddo dopo averli tenuti per ventiquattro ore nel freezer. Tenere i libri in vetrine chiuse.

Per quanto riguarda le pulizie domestiche è consigliato un aspirapolvere dotato di filtro ad alta efficienza (HEPA)  che intrappola l’acaro e ne impedisce l’ulteriore dispersione nell’ambiente. Fondamentale la continua verifica dell’efficacia dei filtri. Il vapore a 100° uccide gli acari e utilizzando il vapore secco (>100°) si riduce il problema dell’umidità residua. I pazienti allergici dovrebbero utilizzare delle mascherine durante l’esecuzione delle pulizie ed i bambini reinseriti nell’ambiente trattato due ore circa dopo il termine delle pulizie.

Non è consigliato l’impiego di sostanze acaricida (es. benzil benzoato e piretroidi )per la scarsa efficacia sulle uova ed i risultati poco soddisfacenti in ambiente domestico rispetto al laboratorio.

 

 

Muffe

apr 19, 2011 05:34 pm
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Principali misure  di prevenzione ambientale per ridurre l’esposizione a miceti (micofiti o funghi)

I miceti, chiaramente riconosciuti come responsabili di sindromi allergiche respiratorie, sono ubiquitariamente diffusi.  Essi sono presenti nel terreno,  soprattutto in zone agricole,  dove svolgono un ruolo importante nei processi di decomposizione di legno,  foglie,  frutta  ecc.

Attecchiscono con molta facilità su piante ornamentali,  piante arboree,  cereali,  alimenti mal conservati, carte da parati, materassi, cuscini, manufatti di gomma (per es. guarnizioni di chiusura dello sportello del frigorifero), impianti di deumidificazione o condizionamento non sottoposti a corretta manutenzione ed in genere negli ambienti particolarmente umidi quali cantine, serre, stalle, caseifici .

Le condizioni ottimali per la loro crescita sono infatti rappresentate da una temperatura tra 18 e 32° C , e da una umidita’ relativa superiore al 65%.

Solo una piccola parte dei miceti che colonizzano gli ambienti interni e’ di origine autoctona, mentre la maggior parte della contaminazione avviene per penetrazione di spore , particelle prodotte dai funghi di dimensioni molto piccole,simili ai pollini, che si disperdono nell’aria.

Il genere fungino atmosferico più rappresentato alle nostre latitudini, con predominanza estivo-autunnale, è il Cladosporium, seguito dall’Alternaria. I miceti domestici, presenti tutto l’anno, che rivestono maggior importanza allergologica sono rappresentati dal genere Aspergillus di cui alcune specie sono impiegate in varie lavorazioni industriali tipo pane, formaggio, birra. Tra i miceti che contaminano gli alimenti ricordiamo la Monilia Sitophila per il pane ed il Penicillium per agrumi e salumi.

E’ necessario quindi, per contrastare la loro diffusione, mantenere  il livello di umidità negli ambienti intorno al 50% utilizzando deumidificatori, ma anche semplicemente migliorando la ventilazione  nelle stanze

Cercare di mantenere la temperatura negli ambienti al di sotto dei 20° C

Eliminare nel limite del possibile gli elementi facilmente colonizzabili  sopra citati,  seguendo alcune semplici prescrizioni quali: svuotare i deumidificatori dall’acqua, limitare il numero delle piante ornamentali

nell’ambiente domestico, non conservare la legna da bruciare all’interno della casa, utilizzare una ventola aspirante in cucina ed in bagno per ridurre il vapore acqueo, svuotare e lavare frequentemente i contenitori di immondizie, ricoprire cuscini e materassi con tessuti specifici antimuffa che consentano allo stesso tempo la traspirazione .

Utilizzare dispositivi di filtraggio (es. in automobile) e climatizzazione è utile per rimuovere le spore in sospensione nell’aria e nel ridurre la penetrazione di spore.

A tale proposito e’ bene sottolineare la necessità di sottoporre ad una corretta manutenzione tali presidi, al fine di evitare che da strumenti di difesa si trasformino in mezzi di contaminazione.

Per quanto riguarda l’ambiente esterno possiamo intervenire correggendo eventuali problemi di drenaggio in prossimità della casa, in quanto l’acqua stagnate favorisce la crescita di muffe, eliminare le piante rampicanti sui muri, fare in modo che la casa non sia eccessivamente  ombreggiata.

Evitare in caso di allergia a muffe di tagliare l’erba o rastrellare foglie cadute,  di passeggiare in boschi dove la concentrazione di vegetazione in decomposizione e’ alta , in particolare nelle giornate umide e piovose, ed in particolare nel periodo estivo-autunnale ed in  ogni caso farsi una doccia per eliminare le spore dai capelli e vestiti.

Esistono in commercio prodotti antimuffa . Utile anche una soluzione di acqua e candeggina al 10% (una parte  di candeggina e nove parti di acqua).

 

 

Graminacee

apr 19, 2011 05:31 pm
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Principali misure  di prevenzione ambientale per ridurre l’esposizione ai pollini delle graminacee ( e pollini in generale)


I pollini di graminacee rappresentano la causa principale di pollinosi in Italia, con prevalenza decrescente dalle regioni settentrionali a quelle meridionali e insulari. Si tratta della  specie botanica più diffusa e comprende specie coltivate quali frumento, granoturco, orzo, segale ecc. e specie prative e  spontanee quali gramigna e loglio. La fioritura a seconda delle specie inizia in Aprile, per raggiungere la massima intensità nei mesi di Maggio e Giugno . Una ripresa di fioritura, anche se di minore entità, si ha con le piogge di fine estate ed inizio autunno. Le graminacee spontanee liberano nell’aria notevoli quantità di pollini , mentre le specie coltivate in genere ne disperdono poche, non rappresentando un problema dal punto di vista allergologico per la popolazione generale. Il diametro dei granuli pollinici e’ relativamente grande (25 micron) per alcune specie, mentre per altre può arrivare fino ai tre micron potendo facilmente accedere  alle piccole vie aeree e causare eventuali crisi asmatiche.

E’ quindi importante conoscere il tipo di pianta alla quale si è allergici, il periodo di fioritura, la distribuzione geografica e considerare che ad altitudini  e latitudini superiori la fioritura della stessa pianta  avviene più tardi. l’Associazione  Italiana  di Aerobiologia  redige settimanalmente un bollettino (consultabile in internet al sito www.isac.cnr.it) con l’andamento dei principali pollini per la settimana successiva .

Nel periodo critico si consiglia il soggiorno in alta montagna dove alcune specie non sopravvivono e le altre sono meno rappresentate rispetto a quanto lo siano in pianura, oppure in località marine con scarsa concentrazione di vegetazione.

Evitare durante la pollinazione lunghi viaggi in macchina o in treno con finestrini o bocche di aereazione aperti. Per le automobili utilizzare il climatizzatore e speciali filtri anti-polline che vanno però sottoposti a corretta manutenzione.

Esistono in commercio mascherine con microfiltri  efficaci al 99% per particolati con diametro superiore ad 1 micron ed al

95% per quelli con diametro superiore ai 0,3 micron, particolarmente utili per soggetti allergici che svolgono attività “

lavorative all’esterno (agricoltori,giardinieri ecc.).

Evitare di sostare troppo a lungo all’aperto e di svolgere attività fisica outdoor nelle giornate più calde e ventilate e nelle ore centrali della giornata, la temperatura ideale per l’impollinazione và infatti dai 25 ai 30° C. Evitare le gite in campagna,  non sdraiarsi,correre,giocare sui prati, non  tagliare l’erba  e non  sostare nelle vicinanze di prati  mentre viene tagliata

Non rimanere all’aperto durante temporali con fulmini, in quanto l’umidità e l’elettricità possono, per shock osmotico, frammentare le particelle polliniche riducendole in frammenti di pochi micron di diametro che possono facilmente raggiungere le  vie aeree periferiche provocando l’eventuale insorgenza di attacchi asmatici. La pioggia riduce invece la concentrazione di pollini nell’aria.

Per gli ambienti interni è buona norma evitare o limitare l’aereazione nelle ore più calde; l’ideale sarebbe effettuare questa operazione durante le ore notturne . Utile l’installazione di condizionatori d’aria con filtri antipolline.

Altre buone abitudini per evitare l’accumulo di pollini all’interno sono :cambiarsi giornalmente d’abito, fare una doccia al rientro a casa dopo una giornata all’aperto, lavarsi i capelli quotidianamente, non tenere i vestiti indossati durante il giorno in camera da letto, non fare  asciugare gli indumenti all’aria aperta .

Attenzione inoltre agli animali domestici che vivono all’aperto perchè possono raccogliere. Il polline nel pelo e trasportarlo in casa.

 

 

Animali domestici

apr 19, 2011 05:20 pm
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PRINCIPALI MISURE DI PREVENZIONE AMBIENTALE PER RIDURRE L’ESPOSIZIONE AGLI ALLERGENI DI ANIMALI DOMESTICI


La presenza di allergeni di animali domestici, ed in particolare del gatto, è praticamente ubiquitaria, non dunque esclusiva dei luoghi di residenza di tali animali. La loro presenza è stata infatti rilevata nei più svariati luoghi pubblici, dai cinema agli ospedali, sui mezzi di trasporto ed in altri posti di improbabile frequentazione da parte di questi animali.

Gli abiti dei proprietari di tali animali si sono rivelati infatti un ottimo mezzo di trasporto degli allergeni in luoghi non contaminati.

Ovviamente, dal punto di vista “tecnico”, per una significativa bonifica ambientale, la scelta auspicabile sarebbe l’allontanamento dell’animale dall’ambiente domestico. Se ciò non fosse possibile diventa opportuno adottare alcune strategie preventive che possono aiutare a contenere intensità e frequenza dei sintomi allergici.

E’ bene impedire all’animale di soggiornare nelle camere da letto, in particolare quelle dei bambini, consentendogli di frequentare ambienti maggiormente ventilati e più facilmente lavabili.

Come per gli acari è necessario rimuovere costantemente gli allergeni dai luoghi principali di raccolta, quali tappeti, divani, moquette, coperte, ecc. mediante l’utilizzo di aspirapolvere dotati di filtro ad alta efficienza (HEPA), anche perché oltre all’azione allergizzante intrinseca, l’epitelio e la forfora degli animali domestici diventano nutrimento per gli acari, facilitandone la proliferazione.

E’ utile, inoltre, l’impiego di coprimaterassi e copricuscini in materiale semipermeabile e facilmente lavabile.

Il lavaggio in abbondante acqua dell’animale, risulta essere efficace come strategia preventiva solo se effettuato almeno due volte la settimana.

La castrazione del gatto maschio pur riducendo la produzione dell’allergene è una misura di prevenzione inutile in quanto è noto che bastano piccolissime quantità di allergene per scatenare reazioni allergiche.

Lavare frequentemente in abbondante acqua i vestiti venuti a contatto con l’animale. Tra i differenti metodi di pulizia dei tessuti contaminati, il semplice lavaggio ad acqua, senza aggiunta di detergenti, ha dimostrato di essere in grado di rimuovere completamente gli allergeni del gatto dai tessuti in cotone. Il lavaggio a secco invece, pur rimovendo rilevanti quantità di allergene, non è risultato altrettanto efficace per la lana.

 

 

Terapia inalatoria

apr 13, 2011 07:49 am
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PERCHE’ SI UTILIZZA IL DISTANZIATORE.

Nella somministrazione per via inalatoria di farmaci in spray, è indispensabile l’uso del distanziatore in quanto il farmaco erogato fuoriesce dalla bomboletta ad una velocità di circa 90-100km/h, pertanto l’erogazione diretta del farmaco in bocca, fa sì che la maggior parte della dose erogata venga depositata nella cavità orale e successivamente assorbita, riducendo quindi l’efficacia terapeutica e determinando la possibile comparsa di effetti collaterali. Inoltre è necessario in alcuni tipi di distanziatore un trattamento antistatico per evitare il deposito del farmaco all’interno della camera del distanziatore.
Perché si possa ottenere il massimo effetto dal farmaco è necessario fare un uso corretto del distanziatore rispettando alcune regole semplici ma importanti:
- utilizzare un distanziatore di buona qualità e consigliato dal suo medico.
Esistono due categorie di distanziatore: antistatici come ad esempio Vortex ;
non antistatici come ad esempio AeroChamber, Volumatic, Babyhaler.

COME SI USA IL DISTANZIATORE
( immagine riferita al modello AeroChamber )

  • 1. rimuovere i coperchi del distanziatore e dello spray

  • 2. verificare che all’interno del distanziatore non vi sia dello sporco o corpi estranei

  • 3. controllare che il farmaco in uso sia quello prescritto dal medico e verificarne la scadenza
  • 4. agitare energicamente l’erogatore spray
  • 5. se il distanziatore è nuovo e non antistatico è indispensabile prima dell’uso effettuare un lavaggio come da istruzione
  • 6. inserire il boccaglio in bocca (se il bambino ha meno di quattro anni si utilizzerà la mascherina che dovrà aderire perfettamente al viso)
  • 7. inserire l’erogatore nel distanziatore

  • 8. premere l’erogatore tenendo le labbra ben chiuse sul boccaglio ed effettuare subito alcuni atti respiratori calmi e profondi cercando di trattenere il respiro alla fine di ogni atto respiratorio per favorire la diffusione del farmaco nei polmoni
Età Atti respiratori
Primi mesi 10
Da 1 anno a 6 anni 5
Oltre  7 anni 3

  • 9. se il distanziatore (aerochamber) emette un fischio ridurre la forza di inalazione

  • 10. somministrare un puff alla volta agitando sempre la bomboletta
  • 11. risciacquare sempre accuratamente il cavo orale o pulire il viso in caso di impiego della mascherina dopo la somministrazione della terapia

ISTRUZIONI PER LA PULIZIA DEL DISTANZIATORE
Da effettuare ogni settimana

(Le immagini sono riferite al modello aerochamber)

  • 1. Smontare il distanziatore

  • 2. Immergere in acqua con detergente liquido (detersivo per piatti 3-4 gocce per litro d’acqua) per circa 20-30 min.

  • 3. scrollare per eliminare l’acqua in eccesso. Non risciacquare l’interno del distanziatore.

  • 4. risciacquare soltanto il boccaglio o la mascherina
  • 5. far asciugare all’aria in posizione verticale. Non asciugare con un panno

 

GLI  ERRORI PIU’ COMUNI NELL’USO DEL DISTANZIATORE

1.  Ostruire il boccaglio del distanziatore con lingua o denti.

2.  Attendere nel respirare dopo l’erogazione del farmaco.

3.  Inalare troppo velocemente o troppo lentamente.

4.  Espirare in modo forte e veloce.

5.  Erogare più di un puff prima di respirare.

6.  Nell’uso delle mascherine non farle aderire bene al viso del bambino.

7. Il pianto del bambino durante la somministrazione riduce drasticamente

La quantità di farmaco inalato.

8.   Fare movimenti bruschi con il distanziatore durante l’erogazione

  1. Conservare il distanziatore non antistatico in sacchettini di plastica

IMPORTANTE Portate ad ogni visita di controllo o durante un eventuale   accesso in pronto soccorso il distanziatore personale

UTILIZZO DEL NEBULIZZATORE PNEUMATICO TRADIZIONALE:

1- Lavare le mani prima di utilizzare il nebulizzatore

2-Svitare l’ampolla per consentire di versare il farmaco al suo interno

3- Versare il farmaco nella parte inferiore dell’ampolla (assicurarsi di tenere l’ampolla in posizione verticale)

4- Riavvitare le due parti dell’ampolla

5- Collegare la mascherina o il boccaglio

*ricordare che la mascherina deve essere ben aderente al viso, perché l’allontanamento di soli pochi cm. Riduce il quantitativo di farmaco inalato del 50-80%.

*Se si usa un boccaglio è importante assicurarsi che il bambino respiri attraverso di esso e non attraverso il naso, poiché in tal modo inalerebbe poco farmaco

6- Collegare l’ampolla al compressore con il raccordo

7- Inserire la spina del nebulizzatore in una presa di corrente

8- Accendere il compressore. Il nebulizzatore produce una nebbia sottile che viene inalata attraverso la mascherina o il boccaglio

*Se si usa il boccaglio viene inalato più farmaco e meno se ne deposita sul viso

9- Il trattamento è finito quando il nebulizzatore incomincia a gorgogliare:

*la maggior parte dei trattamenti termina in 5 minuti

COME PRENDERSI CURA DEL NEBULIZZATORE

E’ molto importante tenere i componenti del nebulizzatore puliti e asciutti, poiché l’ambiente umido favorisce lo sviluppo dei microbi. Normalmente una piccola quantità di farmaco rimane nel nebulizzatore dopo il suo utilizzo, e la miscela rimanente nell’ampolla potrebbe cristallizzarsi bloccandone i fori.

Quindi …………………E’ IMPORTANTE RICORDARSI

- dopo ogni uso scollegare l’ampolla dal tubo e accendere per breve tempo il compressore, per eliminare la miscela accumulatasi nel tubo

- rimuovere il tubo, il boccaglio o la mascherina dall’ampolla e aprire quest’ultima

CONSIGLI PER IL LAVAGGIO:

L’ampolla, il boccaglio e la mascherina, possono essere lavati in acqua tiepida con detersivo liquido, risciacquati con acqua corrente, asciugati “bene” con un panno pulito o lasciati ad asciugare finchè l’acqua non sia evaporata completamente. Oppure  è consigliabile usare il PUR-H2O (perossido di idrogeno, ac. Perossidoacetico) – misterBaby , lasciarli immersi nel liquido per  20 minuti e metterli poi ad asciugare  all’aria dopo averli energicamente sgocciolati nel lavandino.

E’ IMPORTANTE:

non cercare mai di pulire i forellini dell’ampolla con un oggetto, perché potrebbero allargarsi modificando così la performance del nebulizzatore.

E’ importante che tutti i componenti siano completamente asciutti prima che siano ricomposti e riutilizzati.

COME PRENDERSI CURA DEL COMPRESSORE:

E’ importante per una corretta nebulizzazione tenere il compressore su una superficie piana e dura ( evitare il pavimento, perché è possibile che vi entri molta polvere, ostruendone in breve tempo i filtri);

-    Assicurarsi  sempre che nulla blocchi i fori per il passaggio dell’aria

-    Pulire il compressore con un panno umido

-    Sulla maggior parte dei compressori vi è un filtro d’entrata e uno d’uscita che con il tempo potrebbero ostruirsi,  in tal caso se ne consiglia la sostituzione secondo le indicazioni della casa costruttrice

DA RICORDARE

-    una ostruzione del filtro significa un mal funzionamento del compressore.

SOSTITUZIONE DEI COMPONENTI

Potrebbe essere necessaria la sostituzione dei componenti del nebulizzatore dopo un determinato periodo di utilizzo (generalmente ogni tre mesi).

Utile per questo fare riferimento al produttore oppure consultare il medico.

COME FAR ACCETTARE LA TERAPIA INALATORIA AI BIMBI PICCOLI:

PSICOLOGIA DI BASE DEL BAMBINO:

Ai bambini piace ricevere attenzioni da parte degli adulti. Ciò, se conseguenza di una loro azione, è percepito come ricompensa e infonde loro sicurezza.

Molto spesso, durante la terapia inalatoria gli adulti si concentrano sull’errato comportamento del bambino, dedicando tempo a spiegare ciò che non dovrebbe fare e a sgridarlo.

Questo “tempo e attenzioni” dedicati, potrebbero essere considerati dal bambino una ricompensa, incoraggiandolo così a non modificare il suo atteggiamento (il continuo opporsi richiederà sempre più attenzioni).

RINFORZO POSITIVO:

E’ necessario creare un rinforzo positivo. E’ importante consentire al bambino, quando e’ possibile, di abituarsi alla mascherina o al boccaglio prima che ne abbia realmente bisogno. Mentre si addestra il bambino deve essere ricompensato tutte le volte che sopporta la mascherina sul viso, anche se per pochi secondi. Se ci si accorge che sta per rifiutarsi o per mettersi a giocare la prova va sospesa. Ripetendo questo approccio il piccolo impara che l’attenzione,cioè la ricompensa, si riceve solo con il corretto uso del dispositivo. Quando si applica questo metodo è essenziale che tutti i membri della famiglia siano d’accordo.

RENDERLO DIVERTENTE :

Vi sono altri trucchi che possono aiutare il bambino ad usare i dispositivi, per esempio fingere l’uso del dispositivo sul suo orsacchiotto preferito e lodarlo, oppure i genitori simuleranno la somministrazione del farmaco su loro stessi e ne saranno lodati.